Microsoft Teams sa troppe cose sugli studenti: la denuncia di un attivista dei diritti digitali

Microsoft Teams per l’istruzione potrebbe avere problemi di privacy circa le attività degli studenti che utilizzano la piattaforma e che sarebbero a disposizione degli insegnanti grazie alla nuova integrazione di Insights di Microsoft in Teams. Insights è uno strumento che permette agli sviluppatori, e non solo, di controllare i parametri di un’applicazione, di creare grafici di utilizzo e monitorare le risorse. È una sorta di organizzatore di dati che consente di avere uno sguardo di insieme, o anche più approfondito, sull’utilizzo e sul funzionamento di una determinata applicazione. Teams, la celebre piattaforma di messaggistica e di organizzazione aziendale, ha anche un ramo specificamente dedicato all’istruzione e che, al pari di altre piattaforme simili, può essere usata per gestire lezioni e compiti della didattica a distanza, la DAD. L’accostamento di Insights a Teams per l’istruzione ha dato nuovi poteri di controllo agli insegnanti, perché sono di più gli strumenti a loro disposizione per monitorare attività, partecipazioni, compiti assegnati ed eseguiti degli studenti. Tuttavia, secondo Wolfie Christi c’è un problema sui dati personali degli alunni che potrebbero essere estrapolati da questa nuova organizzazione delle informazioni.

Sapere se uno studente è attivo, quali file ha aperto e se ha reagito con un emoji

Wolfie Christi è un attivista dei diritti digitali e si è messo a controllare cosa fanno Insights e Teams per l’istruzione se vengono messi insieme. La premessa fondamentale da fare è che questa nuova integrazione non è nociva della privacy di per sé. Non è stata studiata per esserlo e non ci sono vulnerabilità conosciute circa i dati degli studenti, ma l’utilizzo delle nuove funzioni di controllo potrebbe rappresentare un involontario rischio per la privacy di cui nemmeno Microsoft sembra essersi accorta.
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Tutti i nuovi dati forniti agli insegnanti sugli studenti riguardano solo e soltanto le attività scolastiche in quanto tali, ma ora è possibile sapere quando un determinato studente è stato attivo o se lo è più spesso al mattino o alla sera.

Gli insegnati possono sapere a quante sessioni partecipano gli studenti, chi è il più ritardatario, quali tab e quali file hanno aperto, se hanno inviato dei messaggi e se hanno reagito con delle emoji a un contenuto.

Inoltre, Microsoft dice di raccogliere i dati per Insights solo quando Education Analytics è attivo per gli studenti ma, sottolinea Christi, Education Analytics è attivo per impostazione predefinita.
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Sono tutti strumenti di controllo legati all’attività didattica, ma Christi afferma: “La strada che porta all'inferno della sorveglianza permanente è lastricata di buone intenzioni.” Volendo intendere che “il problema inizia quando le aziende vendono soluzioni di dati/tecnologia senza affrontare alcuna complicazione, per non parlare delle valutazioni d'impatto più ampie.” Secondo Wolfie Christi, Microsoft ha introdotto uno strumento di relazione che tocca la vita privata degli studenti, che è attivo di default, e quindi aiuta a uniformare ulteriormente il monitoraggio degli studenti. Incoraggia gli insegnanti ad affidarsi ai dati piuttosto che alla comunicazione interpersonale. Alcuni sembrano essere eccessivamente precisi e non ci sono risorse che valutino l'impatto sugli studenti, discutano le preoccupazioni o incoraggino un uso responsabile.
Tra le nuove possibilità arrivate con l’integrazione di Insights in Team per l’istruzione, Christi fa notare che Microsoft ha scritto per pubblicizzare la cosa: “Le schede Spotlight gestiscono i dati per mostrare automaticamente le tendenze, le abitudini e i comportamenti degli studenti della classe. Ciò mostra nuovi punti di vista sull'attività in classe che prima potevano non essere visibili.”

Il controllo della vita privata degli studenti attivo in modo predefinito

Inoltre, Christi dubita che "Insights" legato all’istruzione così come descritto nei documenti Microsoft possa essere legalmente utilizzato nell'ambito del GDPR europeo. Non viene negato il fatto che gli insegnanti abbiano bisogno di strumenti per prendersi cura degli studenti nelle condizioni create dalla pandemia e dalla DAD. “Ma fornire tali strumenti” dice Christi, “è un sentiero scivoloso.”

La denuncia finale dell’attivista tocca questo modo di “quantificare tutto, non importa quanto sia stupido” e che riguarda anche altre piattaforme simili che forniscono una tecnologia educativa e un’analisi dell'apprendimento basate sul monitoraggio invasivo degli studenti, sul soluzionismo tecnologico irresponsabile o su metriche errate.

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